Pancreas tra nuove terapie… e vecchie paure
Negli ultimi giorni la ricerca oncologica ha acceso i riflettori su daraxonrasib, un nuovo farmaco mirato che potrebbe cambiare il modo di affrontare il tumore del pancreas. Per la prima volta, un inibitore selettivo della mutazione KRAS G12D — presente in una quota molto elevata degli adenocarcinomi pancreatici — mostra, al termine della fase sperimentale, risultati concreti in termini di risposta e sopravvivenza.
In attesa dell’approvazione definitiva del farmaco, rimane fondamentale una diagnostica per immagini accurata del pancreas. Nella pratica quotidiana, infatti, il pancreas è un organo ecograficamente “difficile”: profondo, retroperitoneale, spesso parzialmente mascherato dal meteorismo gastro‑intestinale.
È anche uno degli organi che i pazienti mi chiedono più spesso di “guardare bene”, perché il timore di una diagnosi severa è molto diffuso. È comprensibile: se ne parla poco, ma quando se ne parla è quasi sempre in termini drammatici.
In questo contesto, l’ecografia può avere un ruolo rassicurante e orientativo, rappresentando il primo passo del percorso diagnostico e aiutando a decidere se e quando procedere con esami di secondo livello.


